Il lavoro minorile in miniera — storia e riforma
Visitare oggi Big Pit, il Centre Historique Minier di Lewarde o il Bergbaumuseum di Bochum significa per forza incrociare la storia del lavoro minorile. I rapporti ufficiali dell'Ottocento la descrivono in linguaggio amministrativo; i romanzi di Zola e di Lawrence con immagini più crude. Le due fonti dicono la stessa cosa: la miniera è stata a lungo un mestiere che non funzionava senza mani di bambino.
La pratica pre-industriale
Nell'Europa medievale e moderna, i bambini lavorano nelle miniere a conduzione familiare. In superficie selezionano il minerale; tengono i cavalli; aprono e chiudono le porte di aerazione al fondo. Il lavoro sembra leggero, e non lo è — segna i polmoni e la crescita.
I bacini carboniferi britannici, 1800-1842
Nei bacini carboniferi britannici, intorno al 1840, il lavoro minorile è uno standard industriale. La Royal Commission del 1840-1842 documenta bambini di cinque e sei anni in turni di dodici ore; bambine di sette anni come «trapper» alle porte di aerazione; donne che trascinano slitte al fondo con catene. I rapporti sono così netti da diventare inevitabili.
Il Mines Act del 1842
La legge di Lord Ashley vieta a donne e ragazze il lavoro al fondo, e ai ragazzi sotto i dieci anni. Il corpo ispettivo è sottile e le contravvenzioni frequenti per decenni — ma il principio è posto: lo Stato può e deve regolare il lavoro al fondo.
Continente e Stati Uniti
Belgio, Francia e Germania seguono a intervalli scaglionati. Negli Stati Uniti le leggi statali compaiono fra il 1880 e il 1910; il federale Coal Mine Safety Act arriverà solo nel 1952. La riforma è ovunque disuguale.
I breaker boys
Nei bacini antracitici della Pennsylvania, i «breaker boys» — ragazzi anche di otto anni — selezionano a mano i frammenti di ardesia sui nastri di superficie. Le fotografie di Lewis Hine (1908-1911) furono decisive nel rendere la pratica pubblicamente insostenibile.
Echi letterari
«Germinal» di Zola (1885), «Figli e amanti» di D. H. Lawrence (1913) e i canti raccolti da A. L. Lloyd nel Durham raccontano con la forza della letteratura quanto le commissioni ufficiali registravano in modo più freddo.
Le convenzioni OIL
L'Organizzazione internazionale del lavoro inquadra il regime moderno con due convenzioni: età minima (1973) e peggiori forme di lavoro minorile (1999). La ratifica è ampia, l'applicazione disuguale.
La realtà attuale
L'OIL stima in circa un milione i bambini ancora impiegati nel settore minerario e di cava — soprattutto nell'oro e nel cobalto artigianali nella Repubblica democratica del Congo, nella mica in India, nel carbone in Pakistan. La riforma non è conclusa.
Patrimonio e interpretazione
Big Pit, il National Coal Mining Museum di Wakefield, Beamish, Lewarde e il Bergbau-Museum di Bochum trattano il tema con serietà. L'Anthracite Heritage Museum di Scranton e il Tenement Museum di New York prolungano il racconto americano.
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